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Osservatorio del Turismo Sessuale
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Lettera del presidente del Brasile Lula
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La FIABA DEI BOCCIOLI di Pino Ligabue
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Benvenuti nel sito della
Campagna Italiana contro il Turismo Sessuale Minori
"Stop sexual tourism"
Intervista a Rosarina Sampaio da Silva, Presidente della Associazione Prostitute dello Stato del Ceará A.PRO.CE (Capitale dello stato: Fortaleza)
Ospite di alcune associazioni in Italia nel mese di Giugno 2007
Luca: Perché la tua associazione ha voluto impegnarsi contro il turismo sessuale minorile?
Rosarina: Abbiamo deciso di affrontare questo problema dal momento che la situazione è diventata inammissibile. Vedevamo le nostre bambine abusate sessualmente dai turisti, soprattutto da tanti italiani. Vedevamo che la società in generale non prendeva nessuna iniziativa per tentare di risolvere questa orribile situazione. Per questo abbiamo deciso di iniziare questa lotta; non potevamo continuare a vedere le nostre bambine prostituirsi per un giocattolo o un piatto di pasta, era diventata un’ immagine orribile e vergognosa per noi, per il nostro Stato e credo soprattutto per gli italiani.
Luca: Qual’è la percentuale di bambini e bambine nel mercato del sesso? Hai avuto la possibilità di conoscere dei bambini che sono stati sfruttati sessualmente?
Rosarina: La percentuale di bambini e bambine sfruttati è alta. E’ difficile dire quale è il rapporto in percentuale tra bambini e bambine, credo che i numeri siano uguali. Se già ho conosciuto dei casi concreti? Purtroppo tantissimi: questa è una dura realtà nel nostro paese.
Luca: Il turismo sessuale porta reddito alla prostituzione adulta, aderire alla campagna non va in contraddizione con le associate? Non si rischia di andare a toccare gli interessi delle grandi organizzazioni che controllano il sistema con pericolose conseguenze?
Rosarina: Non credo che stiamo facendo qualcosa contro le prostitute adulte; le donne brasiliane, dopo i vent’ anni, sono libere di fare quello che vogliono: uscire con un uomo italiano o di altra nazionalità; è una loro scelta. A noi interessano i bambini, questo è il nostro obbiettivo: che non ci siano i bambini in questo mercato del sesso. Questa è la nostra lotta, non possiamo più vedere queste bambine che passano di mano in mano, come un giocatolo.
Siamo sicuri dei pericoli, alcuni dicono che vogliamo eliminare la prostituzione, ma non è vero, ci piacerebbe che le donne avessero una vita più degna, che fossero più rispettate, ma ripeto: quello che ci interessa è che non siano presenti i bambini in questo mercato del sesso.
Luca: Perché tanti bambini e bambine coinvolti nella prostituzione? Perché la prostituzione è legata o ha a che fare con la povertà?
Rosarina: Il legame tra povertà è prostituzione è alta, circa il 90% delle bambine, che entrano nel giro della prostituzione, sono spinte dalla fame, della miseria e della mancanza di lavoro dei loro genitori. A volte molte di queste bambine vengono violentate dentro le loro case e dicono che allora è meglio stare per le strade a fare “sesso” con uno sconosciuto, che essere violentate da uno dei membri della famiglia. Quindi la strada diventa per loro un posto quasi più sicuro delle loro case. Senza parlare poi delle persone che stanno dietro a questi giri, quelli che guadagnano dal loro sfruttamento.
Luca: E’ più facile fermare questo fenomeno della prostituzione minorile con la sensibilizzazione della popolazione, o con l’azione della polizia brasiliana e del paese di provenienza del turista?
Rosarina: Il lavoro della polizia è importante, tuttavia non è sufficiente per risolvere il problema, bisognerebbe andare più a fondo. La legge contro la prostituzione minorile esiste ma non viene attuata, quindi credo che sia più opportuno sensibilizzare, fare capire alla gente che sfruttare un bambino significa privarlo del diritto di sognare e di essere felice.
La storia di Rosarina
Anch’io sono stata prostituta e sono riuscita ad uscire da questo giro senza ritorsioni. Durante la mia vita da prostituta, mi sono sempre dedicata ad aiutare le altre prostitute, ho sempre cercato di spingerle a fare valere i loro diritti in quanto persone, di farsi rispettare come donne. E’ vero che la gente non guarda con benevolenza le prostitute, ma non possiamo dimenticare che prima ancora di essere prostitute sono donne dotate di sentimento, che devono essere rispettate a prescindere dal mestiere che fanno.
Dopo essere uscita da questo “giro” assieme ad altre donne ho iniziato ad analizzare la situazione della prostituzione minorile nella nostra città; col tempo ci siamo accorte che era una situazione disperata, orribile, allora abbiamo deciso di creare una associazione che lottasse contro lo sfruttamento minorile nella forma del turismo sessuale, contro le violenze sulle donne, contro la discriminazione verso le prostitute. Da questo è nata la “APROCE”, ma il nostro interesse principale sono i bambini, non potevamo più vederli oggetto di piacere per turisti europei e soprattutto per italiani, senza che questo ci spingesse a prendere l’ iniziativa per contrastare il fenomeno. Basta con lo sfruttamento delle nostre ragazze, basta approfittarsi della loro povertà per i propri interessi, facendone oggetto di “divertimento sessuale”.
Ho deciso di aderire a questa campagna perché ritengo che la denuncia e la protesta, contro il turismo sessuale in Brasile, siano indispensabili. Bisogna unire tutte le nostre forze contro i cd.“mostri” del sesso minorile; inoltre anch’io sono una mamma, sono una zia e non voglio che un giorno possa accadere anche a me di vedere una delle mie figlie o delle mie nipoti diventare oggetto di piacere per questi turisti depravati. Mi viene da piangere quando trovo per le strade ragazze di 10, 11 anni che si vendono per un giocatolo o un piatto di pasta, è una vergogna. Non mi interessa se dovrò un giorno pagare le conseguenze del mio impegno. Tuttavia di una cosa sono sicura: fin che avrò vita, questa sarà la mia lotta.
L’anno che abbiamo fondato l’associazione, già dopo le nostre prime denuncie contro lo sfruttamento minorile, ho ricevuto le prime minacce intimidatorie: continue telefonate chiedevano se ero sicura che mio figlio fosse arrivato a scuola, o se sarebbe tornato a casa, tutto questo per farmi desistere dal continuare la mia lotta. Non posso negare che morivo della paura, temevo per la mia vita e quella della mia famiglia, ma non potevo smettere. Quelle bambine avevano bisogno della nostra “voce”. Quando hanno capito che io non mi lasciavo intimidire mi hanno sparato mentre ero in macchina, ma grazie a Dio sono qua, per continuare la mia denuncia, per urlare agli uomini italiani, “basta sfruttare le nostre ragazze!”
Luca: Cosa pensa degli uomini italiani che vanno in Brasile per sfruttare questi ragazze?
Rosarina: Credo che questi uomini abbiano dei disturbi psicologici, credo non siano amati dalle donne italiane; faccio fatica a trovare un aggettivo che definisca questa mostruosità, non posso negare che sono a favore della castrazione chimica. Credo non sia giusto che un uomo faccia sesso con una bambina di 11 anni come se nulla fosse: bisogna prendere misure drastiche contro questi soggetti.
Luca: Grazie della tua visita e ti auguro tante cose belle per il futuro.
Rosarina: Grazie a te per l’opportunità, grazie a tutti gli italiani che ho incontrato in questi giorni, persone meravigliose. Vorrei lanciare un appello a tutti gli uomini italiani che non appartengono alla categoria di cui abbiamo parlato: aderite alla nostra lotta, passate la voce, ai vostri colleghi e amici, di non venire in brasile solo per “sesso”. Questo lavoro di sensibilizzazione è molto importante e abbiamo bisogno di collaborazione da parte di tutti quelli che sono contro lo sfruttamento minorile.
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Un'iniziativa per fermare il turismo sessuale
Si tratta di una delle proposte di sensibilizzazione della Regione Veneto
VENEZIA - Il personale degli aeroporti veneti, in servizio presso i banchi di partenza dei voli diretti verso i paesi che sono méta del vergognoso fenomeno del “turismo sessuale” (Brasile, Cambogia, Tailandia, ecc.), indosserà nei prossimi giorni una maglietta con il logo creato dagli studenti dell’Istituto d’Arte di Castelmassa (Rovigo) e la scritta “Stop Sexual Tourism”. E’ una delle iniziative di sensibilizzazione che saranno messe in atto dalla Regione del Veneto in occasione dell’Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, accogliendo un progetto specifico proposto dall’amministrazione provinciale di Rovigo a sostegno alla campagna nazionale contro lo sfruttamento a fini sessuali di minori e adolescenti nei paesi poveri, soprattutto in Brasile. Il progetto è stato illustrato oggi a Rovigo dall’assessore regionale alle pari opportunità e ai diritti umani Isi Coppola, dall’assessore provinciale Guglielmo Brusco e dalla Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Rovigo Maria Grazia Avezzù. Nella graduatoria dei Paesi che praticano questa forma di “turismo deformato”, gli italiani risultano al primo posto, e tra gli italiani i primi sono proprio i veneti. Il progetto punta quindi a responsabilizzare il turista e l’intera società, attraverso strumenti incisivi che inducano a mutare i comportamenti sessuali e riflettere su un fenomeno che trasforma minori e adolescenti in oggetti. “E’ fondamentale – ha detto l’assessore Coppola – che l’opinione pubblica sia consapevole di questo fenomeno, che c’è e va contrastato. Oltretutto ha un costo sociale, perché cosiddetti turisti sessuali contraggono in molti casi malattie che devono poi essere curate dal sistema sanitario”. E’ stata data quindi una dimensione regionale a questo progetto che avrà comunque – come ha spiegato l’assessore Brusco – uno sviluppo anche di carattere provinciale, con il coinvolgimento degli istituti superiori con azioni e programmi di informazione e di formazione. Ma l’azione per essere quanto più “vistosa” possibile – come ha spiegato Maria Grazia Avezzù – riguarderà anche i mass-media, la “pubblicità-progresso”, una o più imprese turistiche del territorio che hanno adottato codici di condotta etica, oltre ai soggetti e agli attori delle politiche sociali e delle pari opportunità.
dal comunicato stampa della Regione Veneto dei 7 marzo 2007
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Milano, nelle intercettazioni si vantava delle sue avventure
E' la prima sentenza in Italia per reati commessi all'estero
Condannato per turismo sessuale
14 anni di carcere a un veronese
MILANO - Giorgio Sampec, 56enne veronese, per due mesi all'anno lavorava come guardiano di un campeggio sul lago di Garda. Il resto del tempo lo trascorreva facendo turismo sessuale, principalmente in Thailandia. Oggi, però, il tribunale di Milano lo ha condannato a 14 anni di reclusione e a 65mila euro di multa per pedofilia e diffusione di materiale pedopornografico. E' il primo italiano a essere condannato per reati sessuali compiuti all'estero. Oltre alla pena di reclusione e la multa, gli è stato anche "perennemente interdetto l'accesso" a luoghi "istituzionalmente frequentati da minorenni".
L'uomo è stato incastrato grazie a delle intercettazioni telefoniche, partite nel giugno del 2004, quando un suo conoscente registrò e consegnò in Procura due chiamate in cui Sampec raccontava alcune delle sue prodezze con i bambini. Nelle registrazioni, l'uomo si vantava di avere avuto, tra il 2001 e il 2005, rapporti sessuali con almeno 400-500 ragazzini di età compresa fra i 7 e i 15 anni. Nel suo computer, poi, la Polizia Postale ha trovato un archivio di 65mila fotografie pedopornografiche in cui lui stesso compariva in pose inequivocabili.
Per l'accusa era un vero esperto nell'adescare i minori, tanto da essere in grado di fornire consigli sul modo migliore per scoprire "i luoghi della prostituzione minorile del posto, i luoghi dove andare per i rapporti" come si legge nell'avviso di chiusura delle indagini.
Ma Sampec ha sempre proclamato la sua innocenza., sostenendo di non aver mai avuto rapporti sessuali con minori. E adesso il suo legale, l'avvocato Davide Adami, annuncia battaglia. "Mi metterò immediatamente al lavoro per l'appello - ha spiegato - Un processo si conclude al termine dei tre gradi di giudizio".
da Repubblica dell' 8 marzo 2007
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Adesione del Comune di Maranello alla Campagna STOP CHILD SEXUAL TOURISM ed erogazione di contributo
27 febbraio 2007
LA GIUNTA COMUNALE
Presa visione della richiesta fatta pervenire al Sindaco da parte del coordinamento nazionale della
campagna contro il turismo sessuale “Stop child sexual tourism” nata in Brasile e promossa in Italia
da un ampio arco di associazioni e istituzioni, tra cui gli Enti Locali per la Pace, con particolare
riferimento al considerevole flusso di turismo sessuale dall’Italia verso diversi paesi del terzo mondo,
e specie verso il Brasile, per sollecitare l’adesione del Comune di Maranello alla campagna;
Richiamata la necessità di una forte mobilitazione civile nei confronti di un fenomeno aberrante e lesivo
della dignità della persona, reso ancora più grave dal coinvolgimento di molte migliaia di minori (si stima
che siano oltre 500.000 solo in Brasile), sfruttati e fatti oggetto di violenza approfittando delle situazioni
di miseria e privazione in cui si trovano con le loro famiglie;
Riconosciuto il forte valore etico di una campagna che si propone la denuncia di un fenomeno di grave
abuso, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, il contrasto attivo del turismo sessuale in tutte le sue
forme, per affrontare quella che è ormai divenuta un’emergenza internazionale, in violazione dei diritti
della persona e dell’infanzia;
Considerato che quest’iniziativa è in piena sintonia con le profonde tradizioni solidali della comunità di
Maranello, impegnata per la tutela dei diritti umani e soprattutto promotrice di una cultura dei diritti dei
minori come parametro del grado di civiltà di una società, e nell’ambito di un rimarcato impegno di
solidarietà internazionale;
Considerato, inoltre, che in rappresentanza del Comune di Maranello il Sindaco Bursi Lucia e
l'Assessore allo Sport e Partecipazione Rabitti Giorgia si sono recate in Brasile nel periodo dal 9 al 16
gennaio 2007 per l’inaugurazione del Centro Polivalente di Itapirapuà e per altre iniziative di incontro e collaborazione con altri Enti Locali e con il Governo brasiliano e che in quell’occasione hanno potuto rendersi conto direttamente della serietà e dell’importanza di questa campagna;
Ravvisata pertanto l’opportunità di aderire alla campagna contro il turismo sessuale, corrispondendo nel contempo alla richiesta di erogazione di un contributo economico a sostegno della stessa, in ragione di € 1.000,00;
Richiamato l’art. 48 del T.U. sull’ordinamento degli EE.LL. n.267/2000;
Visti i pareri favorevoli espressi ai sensi di legge, che si allegano all’originale del presente atto;
All'unanimità di voti, espressi nelle forme di legge:
D E L I B E R A
1) di aderire, per le ragioni esposte in premessa, alla campagna contro il turismo sessuale “Stop child
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 28 DEL 27/02/2007
sexual tourism”e di collaborare nel coinvolgere altri Enti ad aderire e a promuovere incontri aperti alla
cittadinanza sul tema del turismo etico e sostenibile;
2) di concorrere al sostegno finanziario della campagna, tramite l’erogazione di un contributo
economico di € 1.000,00.
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Kenya: 15.000 bambine costrette a prostituirsi
Lo sfruttamento sessuale di bambini e bambine ha raggiunto livelli "terribili" ed e' in aumento nelle zone costiere del Kenya. A lanciare l'allarme e' l'Unicef all'indomani della pubblicazione di un rapporto sulla prostituzione minorile nel Paese condotto in collaborazione del governo keniota. Secondo il rapporto, sono circa 15.000 le bambine e ragazzine tra i 12 e i 18 anni che saltuariamente si prostituiscono nei quattro distretti costieri del Kenya (Mombasa, Kilifi, Malindi e Kwale): in pratica, il 30% della popolazione della zona in quella fascia d'eta'. Si stima inoltre che altri 2-3mila bambini e bambine si prostituiscano a tempo pieno, anche nelle stagioni non "turistiche". Oltre il 10% di loro ha iniziato prima dei 12 anni, il 45% intorno ai 12. Un capitolo dello studio e' poi dedicato ai clienti e mostra come il turismo sessuale coinvolga tutte le nazionalita' che frequentano il Kenya per turismo. Il 38% di loro sono uomini kenioti, mentre piu' della meta' sono stranieri: il 18% italiani, il 14% tedeschi, il 12% svizzeri. Seguono ugandesi, tanzaniani, inglesi e arabi sauditi.
da Repubblica del 27 dicembre 2006
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Senato delle Repubblica Italiana
Comunicato stampa della Commissione parlamentare per l'infanzia
venerdì 15 dicembre 2006
CHE SIA NATALE PER OGNI BAMBINA E BAMBINO
STOP AL TURISMO SESSUALE MINORILE
Il Natale dovrebbe essere per ogni bambina e bambino un momento magico. Ma non è così. E' responsabilità di ognuno, sempre e in ogni luogo del mondo proteggere l'infanzia e l'adolescenza. Il turismo sessuale minorile nega alla radice questa protezione e offende ogni bambino e bambina perché impedisce loro la libertà di crescere.
Contro il turismo sessuale, che va considerato un crimine contro l'umanità, e la sottovalutazione e la complicità colpevole verso questo tipo di reato, si sono espressi in un incontro avvenuto questa mattina la senatrice Anna Maria SERAFINI, Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e Luca MUCCI, coordinatore della campagna italiana contro il turismo sessuale minorile (STOP CHILD SEXUAL TOURISM).
Nell'incontro si è convenuto di verificare - è questa la proposta che la senatrice Serafini avanzerà alla Commissione - tramite un'indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per l'infanzia l'applicazione della legge, e di promuovere un incontro con Comuni, Province e Regioni e con tutte le organizzazioni, associazioni di categoria, nonché esponenti del mondo della cultura dello spettacolo e dell'informazione, per rilanciare con determinazione la campagna contro il turismo sessuale minorile.
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La polizia postale italiana alleata di Microsoft contro la pedofilia
Un software creato dall'azienda di Bill Gates da oggi in dotazione agli agenti che operano sul web contro la pornografia minorile
di Gaia Giuliani
ROMA - Primo paese europeo, l'Italia da oggi combatterà la pedopornografia che naviga su internet grazie ad un software messo a punto dalla Microsoft in grado di analizzare in modo incrociato i dati telematici raccolti sulla pedofilia che agisce online. Inserendoli in una rete condivisibile da tutti gli agenti di polizia che indagano sul web. Italiani, canadesi, indonesiani, presto di gran parte dell'Europa e del Nord America. Che potranno accelerare lo scambio dei materiali sui sospetti a livello nazionale e internazionale abbattendo dell'80% i tempi delle indagini.
Il programma si chiama Cets (Child exploitation tracking system) ed è in dotazione alla Polizia Postale italiana, settore in cui agiscono i cyberpoliziotti che indagano sui reati commessi in rete. "L'idea è nata grazie a una mail spedita da un poliziotto canadese direttamente a Bill Gates" spiega Steve Ballmer, direttore generale della Microsoft Corporation. "Chiedeva un aiuto per riordinare le informazioni ricavate dalla rete sui pedopornografi, connettere le sedi che si occupavano delle indagini in un paese che ha più di cinque fusi orari diversi e in cui il fenomeno della pedocriminalità è in forte aumento". La richiesta è stata subito recepita portando alla creazione del Cets. "Un software che raccoglie dati, li comunica, condivide, analizza ed elabora", continua Ballmer.
E-mail, sms, segnalazioni, file, nickname, indirizzi Ip acquisiti nel corso delle investigazioni vengono infatti inseriti nel sistema che cerca eventuali connessioni memorizzando in una grande database tutti i dati. Creando anche delle vere e proprie "blacklist" dei sospetti. Che potrebbero però anche rivelarsi innocenti. Come tutelare la privacy? "Tutto avviene sotto il controllo del garante per la Privacy" spiega Marco Minniti, vice ministro degli Interni. "La Microsoft verrà tenuta all'oscuro dei dati ricavati, contribuendo solo alla messa a punto del sistema" che per ora è ancora nella fase Beta, ovvero è ancora in fase sperimentale. In futuro sono previsti upgrade che possano integrare anche delle video perquisizioni, migliorando la tracciabilità degli indirizzi Ip.
Su invito della polizia Minniti ha fatto un breve viaggio tra alcuni siti pedofili rimanendo "sconvolto" dall'esperienza. "Lo stress psichico subito dagli agenti sotto copertura che lavorano come infiltrati è altissimo - ha spiegato il capo della polizia Gianni De Gennaro - e per questo abbiamo deciso di affiancargli degli psicologi. Il mondo della pedofilia è abietto, perverso, e può danneggiare gli equilibri di chi svolge le indagini, ma anche di chi può cascare nella sua rete. Secondo un recente dato Istat poi il 70% degli utenti che usa internet ha meno di 14 anni - continua il Prefetto - e c'è anche la necessità di proteggere loro dalla pedofilia che si muove online".
Sia per Minniti che per De Gennaro c'è da migliorare anche la legislazione che punisce i reati sessuali contro i minori sia livello nazionale che internazionale. Secondo un bilancio del lavoro svolto dalla polizia postale negli ultimi sei anni sono state 3.418 le persone denunciate, 164 i pedofili arrestati, 153 i siti pedopornografici rilevati e oscurati nel nostro paese più altri 7.114 analoghi rilevati dagli inquirenti ma sorretti da server stranieri e, quindi, irraggiungibili dalla magistratura italiana. Le segnalazioni del caso sono state inviate ai paesi di provenienza, e l'urgenza di aggiornare oltre all'informatica anche le leggi, è sempre più sentita.
(da La Repubblica del 16 ottobre 2006)
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COMUNE DI SOLIERA
27 maggio 2006
Ordine del giorno per l’adesione alla campagna contro il Turismo Sessuale dei Minori
Atti di Indirizzo - Delibera di Consiglio
Durante la discussione sul presente argomento esce dalla sala il consigliere Baraldi. Al momento della votazione sono presenti 16 consiglieri.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Uditi gli interventi del Presidente del Consiglio Comunale e dei consiglieri Bruschi, Righi, Luppi e dell'assessore Iaschi riportati nei nastri registrati conservati, a norma dell'art. 27 comma 5 del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, agli atti dell'ufficio segreteria;
Con votazione unanime resa nei modi di legge,
PREMESSO
che l’Assemblea Legislativa Regionale dell’Emilia Romagna in data 7 Febbraio 2006 ha approvato all’unanimità una risoluzione, proposta dai consiglieri di maggioranza Richetti, Borghi, Ercolini, Salsi, Manca, Bortolazzi, Monari, Barbieri, Masella e Mezzetti, che chiedeva alla Giunta Regionale di aderire alla campagna "Stop Sexual Tourism" che già altre Regioni ed altri Enti Locali stanno sostenendo;
CONSIDERATO
che lo scopo della risoluzione presentata nel Consiglio Regionale è quello di avviare un programma di monitoraggio di quelle agenzie di viaggio e dei vettori che offrono implicitamente pacchetti "completi" di prestazioni sessuali, partendo dalla considerazione che resta ancora molto da fare contro i soprusi all’infanzia e che la prostituzione minorile, strettamente legata al turismo sessuale, è una delle maggiori "industrie" in espansione nei Paesi del Terzo Mondo;
CONSTATATO
che non basta la ratifica della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 Novembre 1989 per far sì che i soprusi ai danni dell’infanzia finiscano, ma occorre l’effettiva volontà di farlo e soprattutto occorre manifestare questa volontà attraverso l’approvazione di atti che riconoscano il bambino come particolare soggetto di diritti e tutele;
RITENUTO
che occorre l’impegno concreto, anche delle istituzioni, per la promozione di una cultura della vita per testimoniare il valore incommensurabile della persona umana, per difendere e promuovere la dignità di ogni bambino e di ogni bambina, senza lasciarsi ammaliare da una società che calpesta ogni valore in nome del guadagno e non si preoccupa dei minori che ogni anno sono coinvolti in giri di prostituzione, abuso, pedofilia e pornografia;
VISTO
che le vittime del turismo sessuale sono soprattutto le bambine tra gli otto e i sedici anni e in questi ultimi anni il fenomeno sta crescendo a dismisura, tanto che in alcune aree del mondo sta assumendo caratteristiche di massa, difficilmente circoscrivibile per la sua continua trasformazione e dietro al quale si concentrano enormi interessi economici;
RITENUTO
che il più delle volte i turisti alloggiano in un villaggio turistico della stessa agenzia che gestisce i voli;
DICHIARA
di voler aderire alla campagna "Stop Sexual Tourism", in totale sintonia con la risoluzione approvata dal Consiglio Regionale in data 07/02/2006 e dà mandato al Presidente del Consiglio Comunale di Soliera di inviare il presente ordine del giorno al Consiglio Regionale e alla Giunta Regionale dell’Emilia Romagna.
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Regione Emilia-Romagna: risoluzione unanime contro turismo sessuale
BOLOGNA - L'Assemblea legislativa regionale ha approvato all'unanimita' (presenti per l'opposizione An e Lega nord) una risoluzione di maggioranza (primo firmatario il diellino Matteo Richetti) che chiede alla Giunta regionale di aderire alla campagna 'Stop sexual tourism' che gia' altre Regioni ed Enti Locali stanno sostenendo.
Si chiede quindi di avviare un programma di monitoraggio di quelle agenzie d viaggio e dei vettori che offrono implicitamente pacchetti 'completi' di prestazioni sessuali, partendo dalla considerazione che resta ancora molto da fare contro i soprusi all'infanzia e che la prostituzione minorile e' strettamente legata al turismo sessuale ed e' una della maggiori 'industrie' in espansione nei Paesi del Terzo Mondo. Nella risoluzione si rileva che sarebbero piu' o meno 700.000 gli europei che praticano il 'turismo sessuale': nel solo Brasile sarebbero 80.000 i turisti italiani, e italiana sarebbe la nazionalita' piu' ricorrente nel turismo sessuale, sia con adulti che con minori. Oltre al Brasile, tra le destinazioni si citano lo Sri Lanka, le Filippine e la Thailandia.
Alla Giunta regionale si chiede di promuovere misure di sensibilizzazione nei luoghi di partenza e rientro dei viaggi nei Paesi piu' coinvolti, come gli aeroporti, oltre a programmi di cooperazione internazionale per il sostegno alla lotta contro queste pratiche, sviluppando anche la comunicazione e la pubblicazione degli episodi accertati anche nei centri di residenza delle persone coinvolte.
Condividendo la risoluzione, il consigliere Marcello Bignami (An) ha pero' invitato la maggioranza a cercare la firma dei gruppi di minoranza su questioni come queste gia' al momento della presentazione dei documenti.
(da ANSA il 8 febbraio 2006)
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Presentazione campagna italiana
Campagna Italiana contro il Turismo Sessuale Minori
"Stop sexual tourism"
Da alcuni decenni il turismo ha avuto uno sviluppo esponenziale. In particolare il turismo dai paesi del Nord verso i paesi del Sud del mondo. Comunicazioni e trasporti sempre più veloci e a buon prezzo, strutture turistiche moderne, un sistema globale raffinato di offerte rivolte al pubblico occidentale, di ogni tipo e per ogni portafoglio.
Si tratta di un elemento economico enorme, che rappresenta per molti paesi una fonte di reddito indispensabile. Di quanto il turismo verso i paesi del Sud sia un fenomeno di massa ne abbiamo avuto tutti la netta percezione con la tragedia dello Tsunami del 26 dicembre 2004. Migliaia di turisti sono stati coinvolti e spesso travolti dal cataclisma in India, Thailandia, Indonesia e addirittura nell’arcipelago delle Maldive e lungo le coste dell’Africa occidentale.
All’interno del sistema economico rappresentato dal comparto turistico, però, si annida un fenomeno enormemente negativo che sta contribuendo, nonostante sia di piccole dimensioni se confrontato con l’insieme, a distruggere l’immagine dei turisti, delle istituzioni e delle aziende occidentali in molti paesi: il turismo sessuale.
Il fenomeno del turismo sessuale sta crescendo a dismisura. In alcune aree del mondo sta assumendo caratteristiche di massa, difficilmente circoscrivibile per la sua continua trasformazione e dietro al quale si concentrano enormi interessi economici. Asia, Est europeo e America Latina sono fra le mete principali di questa forma distorta e aberrante di globalizzazione. È un business che ogni anno sposta milioni di persone in cerca di avventure sessuali a pagamento. È l’apice negativo del mito della globalizzazione. E’ la nuova prostituzione. E’ la nuova globalizzazione, che, invece di aiutare, migliorare la situazione economica, di miseria, di fame, delle persone che soffrono aumenta sempre più il divario fra primo e terzo mondo come piace chiamarlo dai potenti del mondo che guarda caso fanno parte tutti di uno stesso mondo che si chiama sfruttamento, che si chiama guadagno senza rispetto, che si chiama investire in tutti i settori anche in quello umano. L’unica cosa che conta è aumentare le entrate finanziarie del paese, quindi non ci si preoccupa di sapere come tutto ciò avviene, non ci preoccupa sapere che ogni anno ci sono migliaia di bambini coinvolti in giri di prostituzione, abuso, pedofilia, pornografia. La globalizzazione calpesta ogni valore, ogni essere, tutto diventa oggetto che serve per uno scopo economico, per un guadagno, il resto non conta.
Comunque con il turismo sessuale si alimenta un circolo di denaro che non alimenta l’economia locale di queste realtà, perché questo denaro circola nelle mani di pochi, di un élite che manovra tutto questo mercato, un élite difficile da colpire, un élite che sa chi e cosa muovere per guadagnare, accrescersi, ma solo loro. Il paese resta fermo, resta con le sue povertà, le sue differenze, le sue difficoltà a confrontarsi con gli altri paesi, resta nel terzo mondo. E’ indispensabile che restino inferiori, sottomessi e qui si innescano i fattori del razzismo e dello sfruttamento verso il più debole, il diverso, l’altro, il nero.
Ecco perché il desiderio o la facilità di andare con donne del continente asiatico o dell’America latina: perché sono donne abituate a decenni di maschilismo, sottomissione e sfruttamento da parte dell’uomo, del più forte. E così il nostro uomo occidentale fugge verso l’esotico per queste facili avventure, poco impegnative mentalmente e emotivamente, per incontrare donne accondiscendenti, donne che vivono aspettando il "principe azzurro" e l’uomo occidentale lo incarna perfettamente, per il suo modo di fare, per le attenzioni che gli dimostra per il periodo che sta con loro, per i regali che fa, per i soldi in più che lascia, per il fatto che sta con una ragazza di colore senza problemi, ma indirettamente e a volte direttamente, rivendica la sua superiorità di uomo bianco, occidentale, conquistatore e di conseguenza sfruttatore di schiavi neri. Donne facili da conquistare, da illudere, da sedurre e poi facili da gettare via appena stanchi o in procinto di tornare a casa, da una famiglia o da una compagna o semplicemente dagli amici.
Queste donne spesso si vedono tagliate fuori dalla società o vendute da bambine dagli stessi genitori al primo proprietario di bordello che offre una somma sufficiente per sfamare gli altri figli, quindi cresciute ai margini della società, per strada, o per un bordello. Donne che imparano molto presto che vendendo il loro corpo, l’unica cosa che hanno che abbia un valore, possono vivere o meglio sopravvivere e così incominciano a farlo. A tutte l’età si trovano su una strada o in un bordello che si vendono per pochi soldi, il minimo per potersi comprare qualcosa da mangiare per loro, la famiglia se l’hanno, una figlia a volte.
Per turismo sessuale non si intende il turista straniero che durante una vacanza ha una relazione, anche mercenaria, con una donna adulta e libera di scegliere come usare il proprio corpo.
Per turismo sessuale intendiamo un sistema illecito, o purtroppo a volte para-legale, di sfruttamento della prostituzione. E ancora. Molto spesso non si tratta solo di una forma molto sofisticata di sfruttamento, ma in moltissimi casi il turista sessuale cerca un tipo di merce rara da reperire nel proprio paese d’origine: i minori; la possibilità di usare violenza su donne, uomini, transessuali, bambini e adolescenti.
In questi casi non si tratta più della semplice ricerca di sesso a buon mercato in qualche paradiso esotico. Qui i "turisti sessuali" cercano luoghi dove attuare comportamenti criminali gravissimi garantendosi l’impunità. E in questo vengono facilitati da un’industria turistica che da tempo è stata infiltrata da strutture apparentemente legali, come agenzie, organizzatori di charter e strutture ricettive e di intrattenimento, che sono invece copertura di attività illecite legate molte volte alla criminalità organizzata e destinate allo sfruttamento e al traffico di esseri umani, alla droga, all’evasione fiscale.
Perché Stop Sexual Tourism in Brasile?
La scelta di intervenire in Brasile come prima azione della Campagna è stata motivata dall’esistenza in questo paese di una rete di movimenti sociali, chiese, Organizzazioni non Governative e istituzioni che da tempo stanno cercando attivamente, anche davanti a un quadro di enormi difficoltà, di affrontare sul territorio questo tipo di fenomeno.
La prima iniziativa pubblica della Campagna è avvenuta durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre il 30 gennaio 2005. Una grande conferenza alla quale hanno partecipato gran parte dei soggetti del Terzo settore e delle istituzioni (Ministeri dei Diritti Umani, della Giustizia, del Turismo, dell’ Ambiente) che hanno fotografato una situazione gravissima. Ogni anno circa 500.000 turisti stranieri (europei e non) si recano in Brasile in cerca di sesso a buon mercato. Gli italiani (fra le 70.000 e le 80.000 presenze annue) sono fra i principali utenti di questo sistema illecito.
Una delle mete più frequentate è la città di Fortaleza, nel Nord Est del Brasile. Fra dicembre 2004 e gennaio 2005 in questa città si è constatato un incremento del 13,5% delle presenze turistiche interne e estere dall’anno precedente. Gran parte di questa crescita è stata garantita dall’incremento delle presenze straniere salite del 40%. Portoghesi, italiani, tedeschi e statunitensi i principali protagonisti di questo boom. Se si analizza l’offerta turistica di Fortaleza, si scopre che la città da anni è cresciuta attraverso l’offerta di sesso a buon mercato, voli a basso prezzo, alberghi economici, pacchetti turistici "tutto compreso". Questo fenomeno era già emerso dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta del Governo Statale e dalle ricerche di numerosi Istituti e Ong Brasiliane. Questi avevano indicato nell’esclusione sociale, nel dissesto economico, nella fame unite ad iniziative imprenditoriali straniere senza scrupoli (alberghi, villaggi, ristoranti, ecc) la base di questo fenomeno. Il fenomeno riguarda principalmente le grandi regioni turistiche Rio, Salvador, Recife, Foz do Iguaçu,Natal, Manaus e in particolare Fortaleza nel nord-est.
Non è un caso, poi, che nel dicembre 2004 la magistratura e la polizia italiane in collaborazione con le autorità locali abbiano applicato proprio qui per la prima volta la legge 269/1998, effettuando arresti di operatori turistici italiani e denunciando utenti per sfruttamento della prostituzione in particolare di minori.
Obiettivi della Campagna "Stop Sexual Tourism":
- documentare, sensibilizzare e denunciare la gravità del fenomeno coinvolgendo il più largo numero di organizzazioni, enti e istituzioni;
- coinvolgere gli operatori "sani" dell’industria turistica. Promuovere un turismo locale responsabile etico e sostenibile attraverso la valorizzazione delle risorse locali.
- operare in collaborazione con le organizzazioni, le chiese e le istituzioni brasiliane nella costruzione di progetti di aiuto, educazione e sviluppo.
Materiali
- Manifesti
- Deplians
Conto corrente bancario:
Campagna Italiana contro il turismo sessuale "Stop Sexual Tourism"
Banca Popolare dell’ Emilia Romagna Ag. 6 Modena
C/C N° 1303190
Abi 5387
Cab 12912
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